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Subacquea e Covid-19

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Subacquea e COVID-19

 

 

 

Subacquea e Covid-19

 

 

 

Il tema immersioni e Covid-19 è molto caldo. Molto caldo anche tra noi, appassionati e professionisti di subacquea e immersioni. Ci troviamo in un momento di totale confusione dove la domanda che rimbomba sui social è:  ”Ma io, posso fare immersioni?”

Alla luce del comunicato del Presidente del Consiglio dei ministri la situazione tra le immersioni e il Covid-19 non è assolutamente chiarita.

Durante la conferenza stampa, sono stati aggiornati solo alcuni aspetti del lockdown

IMMERSIONI E IL COVID-19: RELAZIONI SPORTIVE TRA LE PARTI

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Il nuovo DPCM prevede pochi punti che migliorano la qualità di vita di ogni cittadino italiano. Il Governo ha voluto perseverare maggiormente su una diminuzione della curva dei contagi a discapito di riaperture di attività commerciali, la ripresa del settore economico e la ripresa in toto delle attività sportive.

Le attività sportive potranno essere svolte a distanza di 2 metri. Sport e attività motoria saranno consentiti non solo nei pressi della propria abitazione, ma sempre a livello individuale, con un minore o con un autosufficiente. Per gli sport di squadra l’orientamento è quello di attendere il 18 maggio 2020.

SONO POSSIBILI LE IMMERSIONI CON IL CORONAVIRUS  ANCORA IN CIRCOLAZIONE?

Difficile dare una risposta a questa domanda. Ma analizzando la situazione tra subacquei sembra proprio di no, per diversi motivi:

Come ci insegnano le regole base di sicurezza non ci si immerge MAI da soli.

Per immersioni a lago, il luogo di ritrovo pre immersione potrebbe essere frainteso, in caso di controllo dalle forze dell’ordine, come assembramento con probabili e salate sanzioni.

Nel caso di sedi subacquee o diving center, è bandito l’utilizzo di spogliatoi dove il virus potrebbe infettare indiscriminatamente.

Gli spostamenti su natanti sono a rischio assembramenti e contagio.

In immersione il virus è sconfitto. E’ l’unico vero rimedio alla protezione della propria persona: il subacqueo è in una muta stagna, indossa una maschera, respira da un erogatore aria sana e pulita ed immerso in un liquido che non permette la trasmissione.

ATTENZIONE: il virus sott’acqua è sconfitto. Vero. Ma se un subacqueo dovesse avere bisogno dell’aria del compagno diventa complicata la condivisione. Le configurazioni ricreative o i sistemi rebreather sarebbero promossi mentre la configurazione hogarthiana sarebbe bocciata. Quest’ultima dona al ricevente l’erogatore primario in utilizzo favorendo il contagio.

In caso di emergenza subacquea, che può avvenire anche per immersioni ricreative o per un malore, si andrebbe a mettere in pericolo la persona che presterebbe il primo soccorso e sottrarrebbero forze ai soccorritori del servizio medico d’emergenza.

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Al momento della ripresa del nostro settore, bisogna essere pronti e adottare il più possibile i provvedimenti contro la diffusione del Coronavirus che medici e esperti del settore stileranno per la comunità subacquea.

DAN Europe ha già pubblicato un documento di 10 linee guida da tenere alla ripresa delle attività subacquee tra immersioni e Codiv-19.

Anche SIMSI , ASSO SUB, AISI e Diritto e Subacquea si stanno impegnando nella creazione di un Tavolo Tecnico di confronto permanente che affronti le problematiche inerenti alla ripresa delle attività subacquee.

A breve, non appena ce ne sarà la possibilità, ci si potrà recare presso il nostro amato mare o lago per praticare quella che è la nostra passione o professione ma sempre utilizzando il buon senso che sino ad oggi ha caratterizzato il comportamento di noi italiani.